Cucina del mondo

Tre ricette giapponesi facili e veloci: i gusti del sol levante

a cura di:
Redazione In Salute

I gusti del Sol Levante, in tre ricette giapponesi facili e veloci

Una storia millenaria, tradizioni antichissime, codici di comportamento che si tramandano da secoli. Ma anche connessione h24 e dipendenza da tutto ciò che è digitale e tecnologico. Il Giappone è tutto questo: un paese unico e affascinante, fatto di due anime opposte che hanno trovato un modo per convivere in armonia.

Le nostre ricette giapponesi tradizionali sono studiate apposta per te: con 1 compressa di Lactease potrai gustare tutte le portate!

Nell’infografica allegata all’articolo potrai verificare le proprietà nutritive e la quantità di lattosio di ogni ricetta presentata.

La abitudini e i sapori della cucina giapponese

Tutto inizia con l’oshibori, l’asciugamano umido e molto caldo che viene servito ai commensali direttamente al tavolo per pulirsi le mani prima di ogni pasto. Quindi si può iniziare a gustare le varie portate che, sulla tavola giapponese, è usanza servire contemporaneamente (ma noi, anche per solleticare la curiosità di qualche ospite un po’ scettico, ti spiegheremo come realizzare un menu strutturato con tre piatti che possono sostituirsi ai classici ‘primo, secondo e dolce’). La convivialità e la condivisione sono componenti importantissime del modo di concepire il pasto; ne sono un esempio le numerose pietanze che vengono cotte su un fornello portatile, direttamente sul tavolo dove si pranza. Gli ingredienti fondamentali sono semplici e sani: riso ma anche pasta, pesce, verdure e legumi non possono mancare nella dispensa. Tra le bevande, il tè verde è un must. Molto diffusa anche la birra: ne esistono svariate e di ottima qualità. Salendo di gradazione alcolica troviamo poi il sake, una sorta di liquore ottenuto dalla fermentazione del riso, da assaporare caldo o freddo.

Il menu tipico scelto da Lactease

Questo menu dimostra che la cucina giapponese fai da te è più semplice di quanto comunemente si pensi. Forse ti sarà capitato di vedere uno chef nipponico all’opera in qualche sushi bar o in un ristorante: di aspetto impeccabile, precisissimo nell’esecuzione, ordinato nel mantenere la sua postazione di lavoro… l’esatta antitesi di un cuoco alle prime armi! Se ti sei lasciato scoraggiare da questa scena, è ora di ricrederti. Probabilmente sarai meno abile e veloce di un cuoco giapponese ma, seguendo le nostre ricette, potrai organizzare una perfetta cena orientale. Una nota per gli intolleranti: nella cucina giapponese il lattosio è poco presente tuttavia alcune pietanze possono contenere moderate quantità di questo zucchero. Ricorda quindi di assumere una compressa di Lactease prima del pasto, affinché il tuo ‘Japanese lunch’ possa essere un’esperienza da gustare con serenità… zen!

 

UDON: ricetta con funghi, pollo e gamberi, saltati in padella

Un mix interessante e molto ricco: oltre alla pasta contiene verdure, carne e pesce, dunque può essere considerato anche un ottimo piatto unico. Gli udon (versione giapponese dei noodles) sono spaghetti di grano che spesso vengono serviti in ciotole con brodo caldo.

Ingredienti per 4 persone:
500 g di udon, 250 g di gamberi sgusciati, 120 g di petto di pollo tagliato a fettine sottili, 200 g di funghi enoki (reperibili nei negozi etnici cinesi o giapponesi), 120 g di funghi coltivati (ad esempio prataioli), mezza tazza di cavolo cinese (si trova anche nei negozi di alimentari italiani) affettato, 1 cipolla tritata finemente, 1 carota tagliata a fettine, mezza tazza di brodo di pollo, 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva, 3 cucchiai di salsa di soia, scalogno tritato, sale e pepe q. b.

Preparazione
In una padella capiente, scalda un cucchiaio di olio. Fai soffriggere i gamberi a fuoco abbastanza vivace per un paio di minuti quindi trasferiscili su un piatto. Aggiungi un cucchiaio di olio nella padella e fai saltare il pollo per circa due o tre minuti, finché sarà tutto bianco, quindi mettilo nel piatto con i gamberetti. Versa l’ultimo cucchiaio d’olio e fai soffriggere cavolo, cipolla, carota e funghi per cinque minuti; aggiungi il brodo, la salsa di soia, i gamberetti e il pollo, quindi  togli dal fuoco. Nel frattempo, cuoci gli udon in una pentola con acqua salata bollente per un minuto (o per il tempo indicato sulla confezione). Scolali e versali in padella. Salta il tutto a fuoco alto, fino a che il l’insieme si sarà un po’ asciugato (secondo gusto, puoi anche terminare la cottura lasciando una quantità maggiore di brodo). Condisci con sale e pepe, guarnisci con scalogno e servi caldo.

California, Philadelphia, Spicy Tuna URAMAKI

La differenza tra maki e uramaki? I primi hanno l’alga all’esterno, i secondi sono avvolti dal riso, a sua volta cosparso da semi di sesamo o uova di pesce volante, dal caratteristico color arancione. Alcuni tipi di uramaki sono nati per adattare il tradizionale sushi ai gusti locali dei vari paesi. Come il California, inventato anni fa negli USA da un cuoco giapponese per dare un’alternativa a chi non amava il pesce crudo.

Ingredienti per 4 persone: 24 uramaki (6 uramaki a testa):
500 g di riso cotto per sushi, semi di sesamo bianchi e neri
Per condire: salsa di soia, fettine di zenzero gari, wasabi (si trovano anche nei supermercati)
Ripieno per gli Spicy Tuna: avocado schiacciato o tagliato a bastoncini, foglia di alga nori, filetto di tonno crudo tagliato a bastoncini, peperoncino piccante in polvere, 1 cucchiaio abbondante di maionese
Ripieno per i California: avocado schiacciato o tagliato a bastoncini, foglia di alga nori, surimi (polpa di granchio), 1 cucchiaio abbondante di maionese
Ripieno per i Philadelphia: cetriolo tagliato a bastoncini, foglia di alga nori, salmone fresco tagliato a bastoncini, Philadelphia tagliato a bastoncini

Per preparare 6 uramaki, procedi così: procurati due stuoiette in un negozio di alimentari etnici, srotolane una sul piano di lavoro e stendi sopra un’alga. Dividi il riso in quattro parti e stendine una quantità in modo uniforme su tutta la superficie dell’alga, bagnando le mani per non farlo attaccare alla pelle. Spargi un po’ di semi di sesamo sul riso, quindi appoggia una seconda stuoietta e capovolgi: ora avrai l’alga scoperta. Disponi in fila, al centro dell’alga, gli ingredienti dell’uramaki, coprendo tutta la lunghezza. Arrotola quindi la stuoietta per ottenere un lungo involtino, ben compatto. Bagna la lama di un coltello e procedi al taglio: ottieni due parti uguali, poi affiancale e tagliale di nuovo in tre. Disponi i 6 uramaki (di uno stesso tipo o misti) su un piatto e accompagnali con zenzero, wasabi e una ciotolina di salsa soia.

GELATO MATCHA (gelato al tè verde)

Forse anche tu, dopo aver concluso un pasto ’giappo’ con questo delicatissimo dessert, ti sarai chiesto come fare il gelato al tè verde a casa… Ecco la risposta! E non preoccuparti se non hai la gelatiera: si può fare anche senza.

Ingredienti per 4 persone:
3 o 4 cucchiai di tè verde giapponese in polvere (matcha), 300 ml di latte intero, 350 ml di panna fresca, 100 g di zucchero 

Preparazione
In un pentolino fai intiepidire il latte e, sempre mescolando per amalgamare bene ed evitare grumi, unisci pian piano lo zucchero e il matcha. Versa il tutto in una ciotola e incorpora la panna che avrai nel frattempo montato, con un movimento circolare dall’alto verso il basso. Ora puoi procedere in due modi. Con la gelatiera: versa il composto nel cestello e aziona per mezz’ora o il tempo necessario. Senza la gelatiera: frulla il composto con un mixer a immersione e poni il recipiente in freezer; dopo circa mezz’ora, dai una rimescolata, livella il gelato e rimettilo in freezer per almeno 4 ore. Circa dieci minuti prima di servire, trasferisci il recipiente a temperatura ambiente. Servi le palline di gelato in coppette ed eventualmente guarnisci con gocce di cioccolato, foglie di menta e granella di pistacchi o mandorle.

Il parere della nutrizionista
I benefici della cucina giapponese: tanti e preziosi per la salute

Sono molti i punti di forza di questa tradizione culinaria, che si fonda su ingredienti freschissimi e salubri, cotture brevi e poco elaborate. Un’alimentazione che ha acceso anche la curiosità degli studiosi: i giapponesi infatti sono tra i popoli più longevi al mondo.

Ma vediamo in dettaglio quali sono le proprietà più interessanti dei prodotti maggiormente utilizzati in questa cucina orientale e anche in questo sfiziosissimo menu made in Japan.

  • Il pesce. Nel paese del sol levante è di gran lunga preferito alla carne. Ha un alto contenuto di omega 3, ritenuti particolarmente benefici: in particolare, questi grassi sono messi in relazione con la riduzione di alcuni tipi di tumore.
  • Le alghe. Possiedono spiccate proprietà protettive nei confronti dei tumori ormono-dipendenti. L’alga nori è tra le macroalghe più nutrienti, con un contenuto proteico del 25-40%. Ricca di iodio e povera di grassi e carboidrati, apporta in quantità minerali e vitamine
  •  A (sottoforma di beta-carotene), C, PP (niacina) e acido folico.
  • Il tè verde. La bevanda nazionale giapponese. Da tempo si stanno studiando le sue capacità antiossidanti.
  • Il sesamo. I suoi semi possono essere considerati come una delle fonti vegetali di calcio principali. 100 g di sesamo contengono infatti dagli 800 ai 1000 mg di calcio.
  • L’avocado. Questo frutto riesce a rallentare l’invecchiamento cellulare, aiuta a contrastare i depositi di colesterolo e quindi si rivela un vero toccasana per la salute del cuore.
  • Lo zenzero. Oltre al suo uso in cucina, possiede importanti proprietà terapeutiche: è un valido eupeptico, stomachico e carminativo nella cura di flatulenze e coliche. Inoltre è in grado di stimolare i normali movimenti peristaltici dello stomaco e dell’intestino, esplicando così anche un effetto antinausea e antivomito.

Dopo tanti pregi, dobbiamo segnalare anche due punti critici della cucina giapponese: lo scarso utilizzo di prodotti vegetali, in particolare frutta, e il sale nascosto in alcune pietanze (la salsa di soia, il condimento più usato, ne contiene quantità particolarmente elevate).

Ti piace il nostro viaggio alla scoperta delle cucine del mondo?

Torneremo presto per farti conoscere la tradizione culinaria di un altro paese, con ricette veloci da replicare a casa e con informazioni sul loro contenuto in lattosio e suoi valori nutrizionali. Buon appetito!

Gli articoli più letti
Gli articoli più recenti