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Sport per bambini: qual è l’attività più adatta per tuo figlio?

a cura di:
Redazione In Salute

Non tutti i bambini amano il calcio e a molte bambine non piace la ginnastica artistica. Anzi, molti piccoli farebbero proprio a meno di qualsiasi sport. Ma praticare attività fisica è importante per chiunque, soprattutto durante la fase di crescita. Si tratta solo di individuare la disciplina più in sintonia con le attitudini personali. Vediamo quali sport puoi proporre a tuo figlio, scoprendo anche corsi nuovi, che oltre a puntare sull’esercizio corporeo sono anche stimolanti sul piano del divertimento e del relax.

L’importanza dello sport nei bambini

Naturalmente, il primo vantaggio è di tipo fisico: uno sport completo è importantissimo per i bambini fino a circa 10 anni perché riesce a sollecitare uno sviluppo e un rafforzamento armonico di tutto il corpo. I pediatri poi concordano sul ruolo importantissimo del movimento per contrastare sovrappeso e obesità infantile. E sul piano psicologico? Impegnarsi in una disciplina e raggiungere dei risultati anche piccoli è un modo perfetto per aumentare l’autostima. Inoltre, il gioco di squadra o anche il semplice ritrovarsi in un corso con bambini diversi dai propri compagni di scuola favorisce la socializzazione e la nascita di amicizie: due dimensioni preziose e da coltivare, in una realtà dove pc e videogiochi rischiano di limitare anche ai più piccoli l’esperienza del confronto diretto con i coetanei.

Prima regola aurea: è il bambino che deve scegliere

E non devi essere tu, genitore. Se il papà è un tifoso di calcio e già sogna di avere in famiglia un futuro campione ma il piccolo non dimostra di essere granché portato per il pallone, meglio farsene subito una ragione. Tanto, se c’è un’imposizione, prima o poi scatterà il rifiuto… Dunque, se vogliamo che i nostri piccoli si appassionino a un qualsiasi sport, dovremo tener conto di prerogative ben precise. A corollario della prima regola, ecco altri suggerimenti che ti possono indirizzare:

  • Lo sport deve essere divertente: qualsiasi attività può essere insegnata in modo noioso o stimolante, naturalmente la seconda modalità è quella vincente.
  • La frequenza deve essere sostenibile: una o due volte alla settimana? Stiamo parlando di attività non agonistiche, quindi tieni conto degli altri impegni. Un bambino deve avere anche un po’ di tempo libero!
  • L’appoggio dei genitori deve essere incondizionato: non caricare di aspettative il bambino. Se non primeggia nel gruppo sportivo, gratificalo comunque: l’incoraggiamento dei familiari è fondamentale per superare eventuali insuccessi e cercare di migliorare.

Infine, ricorda che a volte la stanchezza può giocare brutti scherzi. Se noti che tuo figlio è svogliato e riluttante verso l’allenamento, potrebbe semplicemente essere un po’ scarico di energie (e non sorprende, dopo una giornata sui banchi e magari qualche ora di ginnastica anche a scuola!). Ricorda quindi di fornirgli una merenda speciale, che sia sana, leggera ma anche golosa.

Come scegliere lo sport più adatto?

La personalità e il carattere di tuo figlio sono i primi indizi che devi seguire per individuare una rosa di attività da proporgli. Parlane poi direttamente con lui, spiegandogli in cosa consiste ogni sport. E se ha dubbi o incertezze, accompagnalo ad assistere a una lezione o a un allenamento di prova. Alla fine di questo breve ma necessario percorso, la sua scelta avrà buone probabilità di essere la migliore possibile.

Per un primo orientamento, legato all’età, possiamo innanzitutto far riferimento alle linee guida della Società Italiana di Pediatria:

  • Prima dei 6 anni più che di sport dovremmo parlare di un’attività giocosa (perfetti i corsi in acqua e la baby gym o baby dance).
  • Fino agli 8 anni, dare la preferenza ai cosiddetti sport completi, nuoto e ginnastica in primis.
  • Sport asimmetrici, come il tennis, non andrebbero intrapresi prima dei 10 anni.

E se nessuno sport sembra piacergli…

Basket, danza, pattinaggio, pallavolo non suscitano il suo entusiasmo? Spiazza il tuo piccolo proponendogli sport meno diffusi tra i bambini (golf, ciclismo, rugby, hockey e scherma, ad esempio) o attività che forse non conosce e potrebbero essere proprio la formula più adatta a lui. Ad esempio, hai mai pensato a queste possibilità:

  • Corsi di circo. Tanto gioco, un po’ di teatro e una buona dose di movimento: i bambini possono cimentarsi con gli attrezzi circensi, per imparare ad esibirsi come gli artisti di uno degli spettacoli più amati.
  • Yoga per bambini. Gli effetti benefici su corpo e mente sono simili a quelli ottenuti dagli adulti ma la modalità è adeguata all’età: i corsi vengono strutturati sottoforma di gioco o di fiaba.
  • Skate. Il ritorno di un grande classico: tra percorsi e slalom, si sviluppa l’equilibrio e si fa un pieno di adrenalina.

 

In definitiva, in qualsiasi sport che riguardi i bambini (ma non solo) la componente “spasso” è fondamentale. Lo sosteneva anche il grande tennista statunitense Pacho Gonzales, fuoriclasse tra gli anni ’50 e ’60: C’è un circolo virtuoso nello sport: più ti diverti più ti alleni; più ti alleni più migliori; più migliori più ti diverti”.

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