Il dolce e salato d'Italia

I piatti tipici della Sardegna per intolleranti al lattosio

a cura di:
Redazione In Salute

Ricette tipiche della Sardegna: vince il pesce o la carne?

Il mare qui è un paradiso universalmente riconosciuto ma la tradizione della cucina dell’entroterra ha radici antiche e solide. Noi abbiamo scelto di mettere la palla al centro, dando risalto ai formaggi: già, la produzione casearia è un’altra eccellenza regionale!

I nostri piatti tipici sardi sono studiati apposta per chi è intollerante al lattosio: con 1 compressa di Lactease potrai gustare le due specialità!

La cucina sarda, terra d’elezione per la dieta mediterranea

Proseguendo con il nostro tour gastronomico regionale, aumenta sempre più la consapevolezza della fortuna di vivere in un paese come l’Italia. Prendiamo ad esempio la Sardegna: qui e nelle regioni con clima simile a quello dell’isola, abbondano produzioni locali fondamentali per un’alimentazione di cui sono ormai noti e riconosciuti i benefici: ortaggi, frutti, olio extra vergine d’oliva, pane e pasta, pesce fresco (in particolare azzurro), carne, uova e fomaggi. A sancire questo valore, il modello nutrizionale della dieta mediterranea è dal 2010 bene protetto dall’Unesco (quale Patrimonio Immateriale dell’Umanità). Non solo mare da sogno e orizzonti da cartolina… la Sardegna è tutta da scoprire anche a tavola!

“Il salato e il dolce della Sardegna”: i piatti scelti da Lactease

Un primo piatto a base di formaggio e verdure, un dolce che interpreta con leggerezza un agrume. Due ricette sane, complete e semplici da realizzare, per portare i sapori della Sardegna direttamente sulla tua tavola!

Culurgiones di ricotta e spinaci (ravioli sardi)

Ricchi di sapore e di sostanza, possono essere un ottimo piatto unico. Se sei brava, al posto del classico taglio a raviolo puoi cercare di replicare la chiusura a spiga tipica dei culurgiones.

Ingredienti per 4 persone:

500 g di semola di grano duro, 2 uova intere, sale e acqua tiepida q.b.

per il ripieno:
500 g di ricotta di pecora, 500 g di spinaci, 2 uova, una bustina di zafferano, un pizzico di sale

per condire:
sugo di pomodoro, 4 cucchiai di pecorino sardo grattugiato, qualche foglia di basilico fresco

Preparazione:

Disponi la farina su una spianatoia, crea un incavo al centro, unisci uova, acqua e sale e impasta sino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo. Forma una palla, avvolgila nella pellicola e mettila a riposare per circa mezz’ora.

Prepara il ripieno: lessa gli spinaci, scolali e tritali; mettili in una terrina e aggiungi la ricotta (scolata dal siero), le uova, il sale e lo zafferano, quindi mescola per amalgamare.

Dividi in due parti la pasta e stendile in due sfoglie sottili. Sulla prima disponi delle palline di ripieno a distanza regolare, sovrapponi la seconda sfoglia premendo con le dita intorno a ciascuna pallina per far aderire le due sfoglie. Taglia quindi dei ravioli quadrati, di 8/10 cm di lato, con una rotella dentata. Falli cuocere in acqua bollente salata per circa un quarto d’ora, estraili dall’acqua con una schiumarola, mettili nei piatti e condisci con sugo, pecorino grattugiato e basilico.

Aranzada

Un dolce con pochissimi grassi e dall’alto potere digestivo, molto bello anche nella presentazione. Per renderli ancora più golosi, disponili su un ampio vassoio, alternati a cioccolatini fondenti.

Ingredienti per 4 persone:

300 g di buccia non trattata, 300 g di miele, 80 g di mandorle sgusciate, 40 g di zucchero

Preparazione:

Con un coltello togli la buccia all’arancia, elimina la parte bianca e taglia le scorze a strisce sottili, che metterai per tre giorni in una ciotola colma di acqua fredda (da sostituire ogni tanto). Quindi scola le scorze e trasferiscile in una padella insieme al miele: su fuoco basso, fai cuocere per circa un quarto d’ora, continuando a mescolare. Aggiungi zucchero e mandorle tritate e fai cuocere per altri 15 minuti, senza smettere di mescolare. Su un piano o una teglia coperta con carta forno, stendi il composto; quando si sarà leggermente raffreddato, ricava delle forme circolari (non troppo regolari) e disponile nei pirottini.

Il parere della nutrizionista

Iniziamo dalla prima ricetta. Poiché l’ingrediente principale di questo piatto unico è la ricotta di pecora, colgo l’occasione per elencare alcune differenze sostanziali tra il latte di vacca e il latte di pecora, rispondendo così a una domanda che mi viene posta molto frequentemente. Per prima cosa il latte di pecora risulta essere molto più calorico rispetto al latte di vacca (+39 kcal per 100 ml) a causa di una maggiore porzione lipidica, proteica e glucidica. In merito ai micronutrienti, si osserva che il latte di pecora apporta una quantità superiore di vitamina A, di riboflavina (vit. B2) e una maggiore quantità di calcio (+61 mg per 100 ml), mentre il contenuto di lattosio è praticamente uguale (per il latte di pecora 4,5 g per 100 ml e latte di vacca intero 4,8 per 100 ml), quindi sono da sfatare le ‘leggende metropolitane’ che affermano il latte di pecora essere senza lattosio. In conclusione, valutando la composizione chimica dei due alimenti, emerge soprattutto una differenza dell’apporto energetico che è sensibilmente maggiore nel latte di pecora rispetto al latte vaccino intero. Tenendo in considerazione che il latte di pecora viene impiegato prevalentemente nella produzione casearia di formaggi a pasta dura (quindi stagionati) – nei quali la percentuale di acqua scende dall’82% al 30-35% – questa differenza di composizione si amplifica acquisendo maggior valore nutrizionale. Nei soggetti dislipidemici, in sovrappeso o comunque sedentari è quindi consigliabile ridurre significativamente il consumo di prodotti caseari ed eventualmente privilegiare i derivati del latte vaccino rispetto a quelli del latte di pecora, con il vantaggio di limitare l’apporto calorico.

L’ Aranzada è un dolce che si contraddistingue per le proprietà tonico-digestive. Già nell’articolo dedicato alla cucina veneta ho descritto le proprietà del miele ma anche in questo caso voglio ricordare come dalla sua composizione si risale alle sue molteplici proprietà: è un energetico di pronto impiego perché i suoi zuccheri sono immediatamente assorbiti senza digestione, a differenza del saccarosio. È un alimento vitaminico e mineralizzante, contiene preziose sostanze vitali tra cui alcuni ormoni. È noto anche come riequilibratore generale dell’organismo, come antinfettivo interno ed esterno, antiacido per lo stomaco, tonico digestivo, antibiotico.

Protagonista del dolce è anche l’arancia: studi recenti hanno confermato che i terpeni contenuti nella buccia di questo frutto limitano la produzione endogena di colesterolo e stimolano l’azione di alcuni enzimi capaci di neutralizzare gli agenti cancerogeni. La buccia contiene inoltre numerose essenze aromatiche e canfore tonificanti utili alla digestione. Non è sbagliato, perciò, se non è trattata in superficie, mangiare l’arancia con tutta la buccia: è squisita e si rivela un potente digestivo.

E veniamo alle mandorle: un cibo quasi completo, il meno calorico dei semi oleosi d’Europa (543Kcal per 100 g), ricco di principi stimolanti e sostanze medicamentose. Secondo i terapisti è il migliore dei mineralizzanti vegetali, un energetico nervino e muscolare, un ottimo equilibrante del sistema nervoso, un antisettico intestinale. Non a caso la mandorla fa parte della colazione-tipo naturista e crudista. Oltre che nella tradizionale Aranzada e nei dolci di farina, la mandorla è squisita affettata nelle macedonie di frutta, preferibilmente fresca.

Scopri in queste tabelle le proprietà nutritive e la quantità di lattosio delle ricette presentate

 

CULURGIONES DI RICOTTA E SPINACI (valori per porzione)
Calorie 747
Proteine 43 g
Grassi 27 g
Carboidrati 88 g
Lattosio 5 g

 

ARANZADA (valori per porzione)
Calorie 461
Proteine 6 g
Grassi 11 g
Carboidrati 90 g
Lattosio 0 g

 

Contenuto totale di lattosio: 5 g

1 compressa di Lactease è ampiamente sufficiente a neutralizzare gli effetti indesiderati.

Buon appetito!

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