Intolleranza

Ipotiroidismo aggravato da intolleranza al lattosio: nuove terapie

a cura di:
Redazione In Salute

Nuove terapie contro l’ipotiroidismo aggravato dall’intolleranza al lattosio

Le persone affette da ipotiroidismo, che presentano problemi gastro-intestinali, possono andare incontro a modifiche della terapia sostitutiva con tiroxina. Nella maggior parte dei casi, si tratta di pazienti con intolleranza al lattosio che vedono aumentare, in modo considerevole, la dose di farmaco somministrata. Recenti dati sperimentali, fanno emergere il contributo negativo del lattosio come eccipiente nella preparazione dei farmaci aprendo la strada a nuove formulazioni dell’ormone tiroideo e all’uso di integratori contro l’intolleranza al lattosio.

Nell’ambiente clinico, è noto da tempo come i soggetti ipotiroidei, con patologie gastrointestinali (celiachia, infezione da Helicobacter pylori, gastriti croniche, parassitosi intestinali), abbiano bisogno di un quantitativo maggiore di tiroxina.
Questa necessità di somministrare quantitativi di ormone più alti al fine di mantenerne i livelli fisiologici, trova molti riscontri nell’operato dei medici, ma non risulta ancora comprovata da un numero sufficiente di dati sperimentali.

Tenendo conto che la predisposizione all’intolleranza al lattosio in Italia si aggira attorno al 40%-50% della popolazione, il gruppo di ricerca del Dott. Centanni (direttore dell’UOC di Endocrinologia dell’Università La Sapienza), ha portato avanti un interessante studio che considera, in modo specifico, il difetto nella produzione dell’ormone tiroideo in un gruppo di pazienti con intolleranza al lattosio.

Lo studio ha avuto come principale risultato l’aumento da 3 a 5 volte del dosaggio del farmaco, nonostante i pazienti seguissero una dieta priva di latte e derivati. Inoltre, una verifica su varie formulazioni di compresse di ormone tiroideo, ha rilevato il frequente utilizzo di questo zucchero come eccipiente.

Per fortuna, come conferma lo stesso Centanni: …questo problema è superato dalle nuove formulazioni di levotiroxina in capsule molli o in soluzione liquida, totalmente prive di lattosio. Queste nuove preparazioni, sembrano garantire un migliore assorbimento dell’ormone per la loro superiore solubilità e quindi un più facile raggiungimento della dose minima efficace della tiroxina”.

In conclusione, davanti alla potenziale necessità di aumentare il dosaggio ormonale in modo eccessivo, fattore che esporrebbe il paziente a gravi effetti collaterali a livello cardiovascolare, riproduttivo e metabolico, è opportuno che il medico valuti sia le nuove formulazioni di tiroxina, sia l’affiancamento con una terapia specifica per l’intolleranza al lattosio.

Fonte: http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=22477

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