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Latte di miglio e di riso: alternative al latte vaccino?

a cura di:
Redazione In Salute

Non solo a base di soia o mandorla. Esistono anche altre bevande di origine vegetale che possono essere utilizzate al posto del latte. Scopriamo oggi le caratteristiche del latte di miglio e di riso, per capire quali sono le loro peculiari proprietà nutritive e in cosa si differenziano rispetto al latte vaccino.

Proprietà e controindicazioni dei latti vegetali

Una premessa: la corretta dicitura per gli alimenti vegetali di cui parliamo è “bevanda”, come questi prodotti vengono definiti anche sulle confezioni in commercio. Tuttavia comunemente si parla di “latte” di soia, di mandorla, di miglio, di riso… Per semplicità, così li chiameremo anche noi in questo articolo.

Tutti questi “latti vegetali” hanno in comune con quello di mucca solo il colore: per il resto il latte vegetale ha caratteristiche organolettiche e nutrizionali del tutto differenti: di calcio, vitamine (in particolare A e D) e caseina è, infatti, ricco il latte vaccino, ma non quello vegetale che è ideale invece per chi segue un regime alimentare vegetariano o vegano, non contiene glutine né colesterolo ed è particolarmente digeribile.
Il latte vegetale presenta dunque indubbie proprietà benefiche però, come per ogni alimento, ha anche alcune controindicazioni:

  • è carente di tutta una serie di importanti nutrienti (es. calcio, vitamina A, vitamina D…);
  • spesso contiene conservanti ed un alto tasso di acido fitico
  • ha un sapore assai diverso da quello del latte vaccino
  • i prezzi non sono sempre accessibili

Come si dice in questi casi? Non è sempre oro quel che luccica!

Andiamo ora a capire quali sono le particolarità di due tipologie di latte vegetale, quello di miglio e quello di riso:

  • Latte di miglio: tra i tipi ancora poco diffusi in commercio, questo latte è ricco di proteine e di fibre.
    È adatto soprattutto per chi soffre di problemi legati al colesterolo alto e diabete, le proteine in esso contenute infatti aiutano la diminuzione di questi valori.
    Ma il miglio è anche uno dei cereali più ricchi di nichel, dunque chi soffre di allergia a questo metallo dovrebbe fare attenzione a consumare con moderazione sia il miglio sia i suoi derivati.
    Inoltre, come tutti i tipi di latte vegetale, non è raro che sia fortificato con l’aggiunta di micronutrienti essenziali come minerali e vitamine.
  • Latte di riso: presenta un bassissimo contenuto di grassi saturi e alto di polinsaturi. Contiene zuccheri semplici, quindi di facile digeribilità ma questa caratteristica lo rende anche inadatto a soggetti che soffrono di diabete. Non contiene vitamina D (fondamentale tra l’altro per l’assorbimento del calcio e, quindi, per prevenire rachitismo e osteoporosi ) e la B12 (che mantiene sane le cellule nervose e i globuli rossi). Inoltre, come pressoché tutti i latti di origine vegetale, ha una scarsissima concentrazione di calcio. Da sottolineare anche che il latte di riso in commercio contiene oli vegetali aggiunti (solitamente di riso o di girasole: ma è bene verificare, in caso non sia ben specificato, la natura di tale ingrediente).

I latti vegetali possono sostituire il latte vaccino?

Considerate le numerose carenze di nutrienti fondamentali, calcio in primis, la risposta è no. A meno che non si ricorra a prodotti addizionati, e sono la maggior parte di quelli in commercio, delle sostanze di cui sono privi o poveri i vegetali da cui la bevanda proviene. L’etichetta di questi alimenti inoltre contempla molte più voci (compresi additivi e addensanti, necessari per trasformare una materia solida in liquida) rispetto a quella del latte vaccino, che è invece… l’unico ingrediente di se stesso!

Ma allora perché si dovrebbe scegliere un latte che, per assomigliare a quello vaccino, deve essere opportunamente integrato?

Esistono in effetti dei casi in cui il ricorso a bevande di origine vegetale può diventare una scelta obbligata, ed esempio:

  • quando si segue una dieta vegana
  • per i soggetti allergici alle proteine del latte
  • in casi si ipercolesterolemia grave

Diversamente, in assenza di motivazioni etiche o specifici disturbi, oggi chi sceglie di bere latte vegetale lo fa essenzialmente spinto da tre fattori:

  • una preferenza di gusto
  • una moda alimentare
  • la convinzione infondata di soffrire di un’allergia specifica al latte o di intolleranza al lattosio.

In quest’ultimo caso, inoltre, anche se l’intolleranza fosse accertata (ed esistono strumenti affidabili per farlo), il latte vaccino non è da considerarsi un alimento tabù: l’integratore alimentare che fornisce enzima lattasi neutralizza infatti le spiacevoli conseguenze che si possono verificare nei soggetti predisposti. E consente quindi di continuare ad assumere un prodotto naturale e ricco di proprietà benefiche per la salute e il benessere, ad ogni età.

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