Nutrizione

Il consumo di latte in allattamento

a cura di:
Annalisa Pediroda

Il latte è fondamentale durante l'allattamentoL’allattamento al seno è riconosciuto come il metodo migliore per nutrire il neonato nei primi mesi di vita. Il latte materno è infatti un alimento completo, ricco di enzimi e anticorpi che migliorano la salute del bambino.

Un adeguato aumento di peso durante la gravidanza e un normale peso del feto alla nascita sono, indirettamente, gli indicatori di un buono stato nutrizionale materno e possono contribuire a migliorare la fase dell’allattamento. Ma vediamo in dettaglio gli aspetti principali di questo alimento davvero unico e speciale.

L’alimentazione della mamma fa la differenza

Lo stato nutrizionale e la dieta della madre possono influenzare la quantità e la qualità del latte materno. L’allattamento comporta per la mamma un aumento dei fabbisogni nutrizionali e pertanto l’alimentazione dovrà essere adeguata alle nuove necessità per mantenere in buona salute mamma e bambino.

fabbisogni supplementari in energia della nutrice dipendono dalla quantità di latte prodotto.
Tenendo conto di tutti i fattori che incidono, il costo energetico aggiuntivo dell’allattamento è valutato fra le 450 e le 560 calorie al giorno, fino al sesto mese (le indicazioni per eventuali aumenti calorici devono tuttavia essere adattate alle necessità individuali).

Anche l’aumentata richiesta di quasi tutti i micronutrienti (vitamine e sali minerali) può essere ricoperta da una dieta ricca e variata che può – con i dovuti accorgimenti – essere sufficiente da sola a far fronte a queste nuove necessità senza bisogno di ricorrere a supplementazioni farmacologiche. Il modello dietetico adatto per la nutrice è simile a quello consigliato per la gestante, con alcune varianti che riguardano una maggior richiesta di proteine (più 19 g/die nel primo semestre, più 13 g/die nel secondo semestre), calcio, iodio, zinco, rame, selenio, vitamina A, vitamine del gruppo B, vitamina C, oltre che di acqua.

Al primo posto c’è il calcio

È estremamente importante ricoprire adeguatamente il fabbisogno di calcio in quanto, se l’apporto con la dieta non è sufficiente, l’organismo pur di mantenere costante il contenuto di calcio nel latte utilizza i depositi della madre con conseguente riduzione della densità minerale ossea.

Il fabbisogno di calcio è di 1000 mg/die secondo i nuovi LARN 2012. 
Tenuto conto che il latte materno è costituito per circa l’87% da acqua, per compensare le perdite è opportuno che la nutrice aumenti la normale assunzione di acqua e liquidi di circa 700 ml al giorno.

Per soddisfare questi bisogni risulta chiara l’importanza di un corretto consumo di latte durante la fase di allattamento.

Il latte infatti assicura alla madre il fabbisogno giornaliero di calcio ed un’idratazione ottimale dato il suo elevato contenuto d’acqua.

È buona cosa ricordare inoltre che il calcio non è in soluzione nei grassi ma solo nell’acqua: quindi il latte magro (120 mg/100 g) o parzialmente scremato (119 mg/100g)  e lo yogurt magro contengono persino un po’ più calcio per litro del latte e dello yogurt interi.

Come assumere correttamente il calcio

Si raccomada alla mamma  possibilmente di  assumere  un po’ di calcio a ogni pasto (un bicchiere di latte, un vasetto di yogurt, un po’ di formaggio). A piccole dosi per volta, viene assorbito molto meglio, e si evitana inoltre così di concentrare tutta la dose giornaliera di calcio in un singolo pasto.

Infine si raccomanda di non associare il consumo del latte con alimenti che potrebbero diminuire l’assorbimento del calcio: ossia limitare i cibi molto ricchi in ossalati. Tra questi: spinaci (in grande quantità), rabarbaro, rape, legumi, prezzemolo, pomodori, uva, fichi, prugne, mandorle, ma anche cioccolato, caffè e tè.

Questi alimenti contengono infatti molti ossalati, che riducono l’assorbimento intestinale del calcio. Pertanto occorre fare attenzione a non assumere la principale dose di calcio durante un pasto a base di questi alimenti.

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