Nutrizione

Gotta: latte e derivati aiutano a ridurne il rischio

a cura di:
Annalisa Pediroda

I latticini riduono il rischio di gottaLa gotta costituisce la forma di artrite più frequente nella popolazione adulta

La percentuale di persone che ne soffrono varia da paese a paese: 0,9% in Italia, 3,9% negli USA e un’incidenza in aumento sia in Italia sia negli altri Paesi sviluppati.

Perché viene la gotta

La condizione predisponente necessaria allo sviluppo della gotta è l’iperuricemia, che si verifica quando il livello di acido urico nel sangue è superiore a 6.8 mg/dL (404 µmol/L).

La maggior parte dell’acido urico presente nel sangue si forma nell’organismo a partire dalle purine, sostanze azotate che entrano nella composizione del DNA. Le purine possono essere endogene (prodotte dal metabolismo corporeo) o esogene (derivanti dalla degradazione degli alimenti, soprattutto carne rossa).

Come si cura?

La terapia della gotta si basa sul controllo del metabolismo dell’acido urico, obiettivo che si può raggiungere agendo su due fronti:

  • mediante opportuna terapia farmacologica
  • attraverso una dieta che preveda l’eliminazione di cibi ricchi di purine ed alcol e una limitazione calorica necessaria per favorire il calo ponderale

L’importanza di una corretta alimentazione

Dunque, i cibi da evitare sono quelli più ricchi in purine come fegato, cervello, rognone, cuore, animelle, pancetta, selvaggina , aringhe, sgombri, acciughe, trote, molluschi.

Tra gli alimenti da consumare  con moderazione figurano le bevande alcoliche (incluso il vino) e la carne rossa, in particolare manzo, maiale e agnello. In linea generale è da evitare comunque l’eccesso di carne o pesce: una moderata quantità è ottimale per un’alimentazione corretta, anche nei bambini.

Latte e derivati non grassi aiutano ad abbassare il livello di acidi urici

I più importanti alimenti che aiutano a ridurre gli acidi urici e quindi a svolgere un ruolo protettivo contro l’insorgenza della gotta sono i derivati del latte, in particolare quelli a basso contenuto di grassi.

Uno studio clinico randomizzato e controllato ha dimostrato che il loro consumo si associa a una riduzione del rischio di gotta. Tale studio ha osservato una riduzione significativa del numero di flares (attacchi di gotta) nei pazienti gottosi che consumavano latte scremato arricchito con alcune frazioni (glicomacropeptide ed estratto lipidico G600), suggerendo che queste frazioni possono essere implicate nello spiegare l’effetto protettivo dei derivati del latte sul rischio di gotta.

È stato confermato quindi il ruolo benefico del latte e dei suoi derivati che contengono una minima quantità di purine; inoltre, lattoalbumina e caseina hanno capacità uricosuriche.

Infine, il calcio presente in questi alimenti è indispensabile per combattere l’insorgere delle patologie da demineralizzazione delle ossa a cui predispone l’iperuricemia.

Il latte e i suoi derivati non grassi – come mozzarella, fior di latte, ricotta e scamorza – sono dunque alimenti raccomandati quale principale fonte proteica per i soggetti predisposti allo sviluppo di questa patologia.

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