Nutrizione

Consumo di latte: cala nei bambini aumentano i rischi per la salute

a cura di:
Annalisa Pediroda

Calo dei consumi di prodotti lattiero caseari e disturbi conseguenti

Intolleranza al lattosio | Il latte è importante per la salute del bambino

I prodotti lattiero caseari forniscono all’organismo in crescita energia, proteine, micronutrienti e composti bioattivi che possono favorire lo sviluppo nelle varie fasi. Eppure, nonostante l’importanza di questi alimenti come componenti di una dieta equilibrata, secondo un recente studio comparso su Nutrition Reviews[1] il loro consumo in molti Paesi occidentali è in diminuzione. Il calo riguarda soprattutto i bambini e adolescenti, che si trovano così a coprire con sempre maggiore difficoltà il loro fabbisogno di calcio.

Nell’indagine pubblicata viene messo in evidenza come in molti paesi il consumo di latticini sia diminuito negli ultimi decenni e in particolare il fatto che una parte considerevole della popolazione giovanile non rispetta le raccomandazioni nutrizionali. Inoltre si osserva una diminuzione del consumo di latticini con l’età: esso non solo può compromettere lo stato di nutrizione di molti componenti oltre al calcio (fosforo, magnesio, zinco, vitamina A, riboflavina, vitamina B12), ma può avere ripercussioni negative sulla salute e sull’integrità di ossa e denti e sulla composizione corporea.

Anche i dati italiani confermano questa tendenza: il consumo di prodotti lattiero caseari è in diminuzione nell’intera popolazione negli ultimi 30 anni e anche in rapporto all’età: si passa da una media di circa 370 ml, nella fascia di popolazione fino a tre anni, a 214 ml dai 3 ai 10 anni e si scende a 182 ml e 161 ml rispettivamente per maschi e femmine adolescenti.

Quali fattori influenzano il consumo?

Sono molteplici e di varia natura. Le abitudini sociali e famigliari, in particolare, rivestono un ruolo determinante in questa dinamica. In sintesi, possiamo identificare tre fattori principali:

  • Età e sesso
    Diversi studi che misurano il consumo di prodotti lattiero caseari nello stesso gruppo di bambini hanno confermato una tendenza alla diminuzione nei consumi con l’età, soprattutto per quanto riguarda il latte.

     

    Il sesso è un altro parametro importante, perché i maschi tendono ad avere un consumo maggiore di prodotti lattiero-caseari rispetto alle femmine. Gli autori spiegano che tale dato in parte è dovuto al fisiologico maggior fabbisogno dei maschi e in parte al fatto che il sesso femminile vede i latticini come potenzialmente dannosi per la linea. Mettendo a confronto maschi e femmine della stessa età, questa tendenza è molto evidente.

  • Influenza dei genitori
    Solamente negli Stati Uniti sono ad oggi disponibili evidenze che il comportamento genitoriale abbia influenza sul consumo di prodotti lattiero-caseari. Genitori abituati al consumo di latte ne trasmettono l’abitudine alla progenie mentre, al contrario, famiglie con bassa frequenza di consumo di latticini influenzano negativamente i comportamenti dei figli.
  • Sostituzione con altre bevande
    La diminuzione del consumo di latte secondo gli autori è concomitante con un aumento del consumo di bevande zuccherate.

     

    Sulla base dei dati CSFII (Continuing Survey of Food Intake by Individuals, indagine sui consumi alimentari effettuata dal Dipartimento Agricoltura degli USA) del 1994-1996, per ogni riduzione di 30 ml del consumo di latte da parte dei bambini di età compresa tra 5-18 anni, si assiste ad un aumento di circa 126 ml nel consumo di bevande edulcorate. In altri termini, questo comporta un aumento netto di 31 kcal con una perdita di 34 mg di calcio per ogni 30 ml di latte sostituito dalle bevande zuccherate, con conseguente rischio di aumentare i fattori predisponenti al sovrappeso e al diabete di tipo 2.

Consumo di latticini e assunzione di nutrienti chiave in bambini e adolescenti

Latte e latticini sono importanti fonti di macronutrienti e micronutrienti nella dieta di bambini e adolescenti e svolgono un ruolo importantissimo nella soddisfazione del fabbisogno di molti nutrienti. Infatti, ad esempio, 375 ml di latte intero coprono una piccola parte del fabbisogno energetico di ogni fascia di età (15%, 9% e 10% rispettivamente per bambini, ragazzi e ragazze), mentre permettono di coprire una grande fetta del fabbisogno di nutrienti importanti come proteine, vitamina B12, calcio, riboflavina ecc.

Consumo di latticini, peso corporeo e bilancio energetico

La review ha esaminato 35 studi osservazionali e di intervento. Di questi, 34 non hanno mostrato alcuna relazione o una relazione inversa con il BMI, la massa grassa e il bilancio energetico. Su cinque studi randomizzati e controllati (RCT), quattro non hanno trovato alcuna associazione tra assunzione di latticini e adiposità, mentre uno trova una associazione inversa. L’interpretazione dei risultati è difficoltosa perché da una parte l’assunzione di latticini apporta energia e una serie di nutrienti, soprattutto se consumati nella versione intera. Come è stato sottolineato più sopra, però, la rinuncia ai latticini può comportare la sostituzione con bevande zuccherate. Diversi autori hanno messo in evidenza un aumento di rischio di obesità infantile in coincidenza con un calo dei consumi di latticini. Oltre al bilancio energetico, quindi, specifici componenti di tali prodotti e la loro combinazione può influenzare la deposizione di grasso.

Le “Linee guida per una sana alimentazione” consigliano quindi 3 porzioni di latte o di yogurt ogni giorno, e 2-3 porzioni alla settimana di formaggio. Una frequenza di consumo che non interferisce sul peso perché comporta l’assunzione di soli 40-50 grammi di grassi a settimana ma che assicura il giusto apporto di proteine, vitamine e minerali.

Infine, il latte e i suoi derivati non dovrebbero mai mancare sulla tavola di chi è a dieta per il ruolo importante che rivestono nel controllo del peso. Come indicano i risultati di alcuni studi recenti, i prodotti lattiero caseari sembrano infatti riuscire a regolare la voglia di cibo e il suo consumo.

Infatti, grazie al maggior potere saziante delle proteine e probabilmente anche del calcio, bere latte intero a colazione o mangiare uno snack a base di formaggio (ad esempio 20 g di parmigiano) o yogurt procura un buon senso di sazietà e spinge, quindi, a stare più leggeri nel pasto successivo.

1. Dror, D.K. and L.H. Allen, Dairy product intake in children and adolescents in developed countries: trends, nutritional contribution, and a review of association with health outcomes. Nutr Rev, 2014. 72(2): p. 68-81

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