Allergologia

Allergia o intolleranza? 5 test per una diagnosi corretta

a cura di:
Catello Romano

Un test allergologico sulla pelleIl consumo di latte vaccino può determinare, in alcune persone, la comparsa di differenti sintomatologie. Tra quelli più comuni ricordiamo senso di tensione addominale postprandiale, meteorismo, dermatiti, orticaria, angioedema e, in casi meno frequenti, anche anafilassi.

L’insorgere di questi sintomi può attribuirsi a varie cause: in alcuni casi si tratta di intolleranza al lattosio dovuta al deficit di lattasi intestinali, in altri di un meccanismo immunoallergico.

Intolleranza al lattosio (deficit di lattasi intestinali)

I sintomi del deficit di lattasi, per quanto fastidiosi, non mettono a rischio la vita del paziente; si tratta, infatti, di disturbi gastrointestinali che comprendono nausea, vomito, diarrea, meteorismo, flatulenza, sensazione di malessere, ecc.
In questi casi è possibile diagnosticare l’intolleranza al lattosio sottoponendosi a due test differenti:

  • il Breath test per il lattosio;
  • il test genetico che verifica la propria predisposizione all’intolleranza al lattosio

Allergia al latte vaccino (forme immuno mediate)

È molto diffusa, soprattutto tra i bambini: i sintomi possono manifestarsi subito dopo l’assunzione dell’alimento o entro poche ore dalla stessa.
La quantità di latte in grado di scatenare la reazione allergica può essere anche minima, ad esempio le tracce di latte presenti come contaminante di altri alimenti.

Nonostante tutte le proteine del latte possano considerarsi possibili allergeni, le caseine ed alcune proteine del siero (in particolare la beta-lattoglobulina e la sieroalbumina) sono responsabili della sensibilizzazione allergica.

È importante quindi seguire un percorso diagnostico corretto, che tenga conto della storia clinica del paziente e che gli permetta, se possibile, di evitare i rischi dovuti a diete incongrue o addirittura dannose e che non gli faccia perdere tempo (e denaro) in consulenze mediche non necessarie.

Le forme immuno mediate si distinguono in:

  • Manifestazioni allergiche IgE mediate
    Le manifestazioni allergiche IgE mediate presentano diversi gradi di severità che vanno dall’orticaria, all’angioedema a manifestazioni sistemiche che, in alcuni casi, possono causare anche la morte del paziente.
  • Forme allergiche da contatto
    Le forme allergiche da contatto danno luogo a reazioni localizzate nella sede del contatto con manifestazione di eczema, orticaria o angioedema.
  • Enterocolite allergica
    La Enterocolite allergica si manifesta con vomito ripetuto, incoercibile, diarrea muco ematica, pallore e ipotonia.

Dimostrazione della sensibilizzazione allergica IgE mediata

Per dimostrare la sensibilizzazione allergica IgE mediata, dopo una attenta anamnesi, vengono eseguiti i prick test sia con ognuna delle singole proteine del latte (lattocaseina, lattoglobulina e lattoalbumina) che con il latte intero.gocce di estratto allergenico sulla superficie volare del braccio e pungendo successivamente l’area con aghi speciali della lunghezza di 1 millimetro; la comparsa di un eritema e di un ponfo evidenzia una reazione positiva all’allergene.
Non è prevista un’età minima per l’esecuzione di questo tipo di test che possono essere eseguiti fin dai primi mesi di vita.

Il passo successivo prevede la determinazione delle IgE specifiche sieriche con metodo quantitativo. Nei casi dubbi si ottiene conferma con l’esecuzione, in ambiente protetto, del test di provocazione orale. Consiste nella somministrazione di dosi scalari crescenti di latte fino alla comparsa di eventuali sintomi.

Identificare le forme da contatto allergico

Per identificare le dermatiti da contatto si effettuano altri due tipi di test:

  • gli atopy patch test: per una lasso di tempo di 48 ore si applicano dei dischetti imbevuti di latte alla superficie del dorso; nel caso in cui compaiano eritemi o eczemi nella sede del contatto il risultato del test è da considerarsi positivo;
  • il test da contatto labiale: consiste nell’applicare una goccia di latte al contatto con la mucosa labiale; la comparsa dopo pochi minuti di edema nella sede di applicazione determinerà il risultato positivo del test.

Il caso specifico delle enterocoliti allergiche

Nelle enterocoliti allergiche da latte la diagnosi è esclusivamente clinica. Solo nei casi dubbi si procede, in ambiente protetto, all’esecuzione del test di provocazione orale.

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