Le storie di Lactease

Un adolescente intollerante al lattosio - La storia di Riccardo

a cura di:
Redazione In Salute

Il difficile passaggio alla prima superiore, in un ambiente nuovo e con compagni sconosciuti, aveva creato qualche problema a Riccardo. Ultimamente, poi, lo vedevamo particolarmente stanco e irritabile, raccontano i genitori.  E poiché si tratta di atteggiamenti tipici dell’età, queste manifestazioni non sono state subito collegate ad alcuni sintomi dell’intolleranza al lattosio

“Ha le capacità ma non si applica, è spesso distratto…”

Mio marito ed io siamo rimasti un po’ male quando, dopo la metà dell’anno scolastico, ci è toccato sentire questa classica frase da colloquio con i professori riferita a Riccardo. La cosa ci ha in verità anche stupiti perché, fin dalle elementari, a nostro figlio è sempre piaciuto andare a scuola e studiare non è mai stato un problema, anzi… Col senno di poi, avevamo iniziato a notare una certa svogliatezza anche a casa, ma pensavamo fosse dovuta principalmente al cambio di stagione (era appena iniziata la primavera) e alla stanchezza accumulata nei mesi precedenti.

A 14 anni non è sempre tutto così bello…

All’inizio pensavamo fosse colpa anche dell’età: l’adolescenza è quasi sempre un periodo critico. Forse non si trovava bene con qualche professore o con i compagni, magari si era preso una cotta non corrisposta per una ragazza. Cercai di indagare con domande ‘buttate lì’ per caso e sul primo fronte fui rassicurata solo in parte: i prof. erano bravi e Riccardo si riteneva fortunato di essere capitato in una delle sezioni migliori; con i nuovi compagni invece mi confidò di avere qualche difficoltà a legare, si trattava di un ambiente del tutto nuovo. Sul secondo scenario, invece, non ebbi modo di saperne di più: nostro figlio è riservatissimo sulle questioni di cuore! Pensammo quindi che il suo malessere potesse essere riconducibile a qualche disagio in ambito scolastico. Il medico di base ci consigliò un integratore alimentare per aiutare Riccardo a ritrovare energie. Ma, giorno dopo giorno, il nostro ragazzo appariva sempre più stanco, nervoso, con meno appetito del solito… Quando poi iniziò a lamentare crampi addominali e vedemmo che gli era comparsa anche un’irritazione cutanea, di cui non aveva mai sofferto, capimmo che lo stress non poteva essere l’unica causa.

La prova decisiva fu fare il test genetico per l’intolleranza al lattosio

Decidemmo di fare subito ulteriori indagini. Il nostro medico, insospettito dal quadro dei malesseri, dopo qualche domanda sulle abitudini alimentari di Riccardo ci consigliò di effettuare in prima battuta test non invasivi per escludere eventuali intolleranze alimentari, lattosio in primis. Il farmacista ci consigliò Lactease DNA, che si esegue con un semplice prelievo di saliva; il responso fu chiaro: Riccardo è intollerante al lattosioUn’ulteriore prova la avemmo nei giorni immediatamente seguenti: seguendo le indicazioni presenti nel report allegato alla risposta del test iniziai ad escludere dai pasti tutti gli alimenti che contengono lattosio e Riccardo ebbe una ripresa immediata!

Il sorriso tornò grazie alle compresse contro l’intolleranza al lattosio

Potete immaginare quale fu il nostro sollievo… ma adesso Riccardo aveva un altro problema. Scomparsi i disturbi, riacquistati il buonumore e l’appetito, nostro figlio soffriva moltissimo le rinunce che gli consentivano di stare bene. Se è già difficile per un adulto eliminare determinati alimenti, per un ragazzo è quasi impossibile: già dopo una settimana senza latte e cereali al mattino, gli snack a base del suo amato cioccolato al latte, il gelato al pomeriggio con gli amici, e con la prospettiva di una dieta speciale alla mensa scolastica, l’umore di Riccardo era di nuovo ai minimi livelli… Fortunatamente il farmacista, al momento dell’acquisto del test, mi aveva informata che, se Riccardo fosse risultato intollerante al lattosio, la gamma Lactease mette a disposizione anche un integratore alimentare di enzima lattasi per adolescenti

Una sera facemmo una sorpresa a Riccardo: lo invitammo in pizzeria e ordinammo la sua preferita, una margherita con doppia mozzarella. Al suo sguardo stranito rispondemmo porgendogli la compressa ‘magica’: non ci pensò due volte, la inghiottì e divorò la sua pizza con continui ‘mmmmhhh’ di approvazione… Era proprio tornato il Riccardo di prima!”

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